Le ossessioni di Georges Seurat. Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte, 1883-85

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Come sappiamo da una sua lettera Georges Seurat iniziò il quadro Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte nel giorno dell’Ascensione del 1884. Impiegò circa due anni per terminare questo quadro di notevoli dimensioni che misurava circa 2 metri per 3.  Non poteva certo essere eseguito all’aperto per cui Seurat si recava ogni domenica mattina, con la luce migliore, nell’isola Gand Jatte sulla Senna per trarre le giuste impressioni per poi tornare nel suo studio e riporle meticolosamente sulla tela. Ci lavorava tutti i giorni. Si era prefissato di eseguire almeno una figura la settimana. Così ogni domenica, sdraiato sull’erba, abbozzava un ritratto e sostava sull’isola, sempre molto frequentata dai parigini che vi trascorrevano ore serene e spensierate, ad osservare le tante famiglie e i molti bambini. Seraut amava vedere le famiglie passeggiare unite e trascorrere gioiosamente quelle ore di svago però non sopportava il vociare insistente e insolente dei bambini che giocavano fra gli alberi ma soprattutto urlavano intorno a lui, quasi per disturbarlo appositamente. Ma ogni domenica resisteva, si faceva forza per rimanere sdraiato sull’erba ad osservare le famiglie e a disegnare qualche soggetto. Raccolse infiniti schizzi e disegni ma quando si trovava in studio per riprenderli era ossessionato dalle urla dei bambini come riporta in una lettera scritta all’amico critico Felix Fénéon: “Inizio con qualche pennellata ma poi le urla mi risuono in testa per cui desisto, però poi riprendo dopo qualche minuto e così ho fatto per due anni. Le due ossessioni si pareggiano, voglio assolutamente terminare il quadro ma dopo qualche pennellata gli schiamazzi mi risuonano nelle orecchie e mi annullano le forze. Le urla mi penetrano e rimbombano da parte a parte sopra le orecchie e si disperdono come tanti puntini nella testa. E anche il quadro risente di questo mio stato d’ansia, a forza di iniziare e di fermarmi, per più di trecento volte ogni giorno (le ho contate), sembra sempre più un’opera gigantesca che non può essere finita, almeno per le mie forze”.

Ecco alcuni dei quadri preparatori alla grande tela.

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Gli sembrava che la tela diventasse sempre più grande ma ciò che lo stupiva maggiormente era il fatto che al mattino, quando si svegliava, certe figure erano scomparse dal quadro, anche se era sicuro di averle dipinte. Però non era proprio sicuro sicuro, qualche dubbio rimaneva perché si ricordava anche che qualcosa aveva cancellato.

Continua infatti nella stessa lettera: “Inoltre lavoro tutto il giorno e di notte spesso sogno di lavorare e di rifare sempre le stesse figure, soprattutto la donna al centro, quella proprio va e torna. Il mio incubo è sempre lo stesso: dipingo alcune figure e appena le ho terminate queste scompaiono ma poi ricompaiono senza che le abbia dipinte come se il quadro fosse un luogo visitabile dalle figure che ho ripreso negli schizzi. Quindi tutto si confonde e non mi sforzo più di ricordare ciò che avevo fatto e ciò che avevo cancellato e di buona lena mi metto a rifarle. Ho anche messo a punto un metodo per ovviare a questo problema: la sera mi annoto il numero delle figure nel retro della tela, ho previsto che siano circa quaranta e le ordino per piccoli gruppi. L’altra mattina però ho avuto un altro problema: non ero più sicuro del numero degli ombrellini e dei cappellini delle donne. Sia per gli schiamazzi, sia per le figure che vanno e vengono, sento il bisogno di imporre una certa severità al quadro. Ho deciso che per calmare i miei nervi l’insieme del quadro deve sembrare calmo e tranquillo. Mi sembra che devo immobilizzare le figure e togliere del tutto i vocianti bambini. Le figure devono sembrare immobili come se avessero il loro posto fisso ogni domenica alla Grande Jatte”.

Il critico Felix Fénéon, curatore del catalogo sulle opere di Seurat, nel recensire questo quadro coniò i termini puntinismo (pointillisme) e neoimpressionismo (néo-impressionnisme) facendo proprio riferimento alle impressioni dell’amico.

In questo video cerchiamo di ricostruire le impressioni di Seurat mentre dipingeva il quadro Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte.

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