Franco Guerzoni: Archeologie senza restauro

Guerzoni

Ho camminato a ritroso sui miei passi, poi sono fuggito altrove con le scarpe piene di polvere. Rivedere e riconsiderare i precedenti del mio lavoro presente non è stato un movimento innocente, sapevo che, nella sua irrisolutezza e nella dimenticanza dei tanti atti compiuti, nel mio tempo passato poteva risiedere quella scintilla polverosa che si sarebbe poi depositata sulla superficie dei nuovi lavori”.

Con queste parole Guerzoni evidenzia la sua intenzione di ripercorrere una sorta di bilancio esistenziale, nella consapevolezza che le opere sono oggetti “irrisolti” e che continuano a dialogare tra loro riattivando l’energia per altre prove.

La pittura di Guerzoni riporta le tracce di reminiscenze e di una gestualità da collezionista. Baldacchini amorosi e fantastici atelier in lotta tra ricordo e immaginazione. Note, appunti, brogliacci, sono il percorso delle sedimentazioni che il tempo ha lasciato come un fiume dopo una piena. L’impeto del ricordo ha riportato queste tracce sparse e le ha dislocate secondo una forza di gravità non controllata dall’autore. Oggetti riportati al senso del presente, al ready-made dell’affetto personale, al giudizio controllato e rigoroso che regola il mostrarsi del “fainòmenon.”

Il bianco calcinato fa da sfondo a queste “nuove apparenze”: che trovano forza nel presentarsi ed esprimersi collettivamente con rimandi e ammiccamenti di senso. Presenze intervenute come atti involontari che si giustificano nel loro essere lì come “oggetti irrisolti”.

Questo lavoro di Guerzoni si contrappone, o meglio, prosegue la precedente ricerca, quella da lui definita e intitolata “Museo Ideale” secondo la logica platonica che vede in contrapposizione ideale (verità eterna) e fenomeno (bene apparente).

In questo lavoro Guerzoni tenta di riportare in modo oggettivo e asettico i “fenomeni” della sua vita e del suo lavoro e si pone il compito di una descrizione pura delle apparenze sensibili e dei loro inganni. Una sorta di “reportage archeologico” che come dice il titolo della mostra è stato fatto “senza restauro”.

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Il primo appuntamento ha luogo alla OTTO Gallery, che inaugura sabato 14 dicembre 2013 alle ore 18.30.

Il percorso  continua con l’inaugurazione della Galleria Studio G7, sabato 18 gennaio 2014 alle ore 18.00.

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